Un problema: i social network

In inglese vengono definite “Social Network addiction” e “Friendship addiction” e sono una sorta di dipendenza da connessione, aggiornamento e controllo della propria pagina web e da amicizia (detta anche amicodipendenza), o meglio la ricerca di nuove amicizie virtuali da poter registrare sul proprio profilo.

Con l’utilizzo dei Social Networks già molte persone dunque mostrano segni sempre più seri ed invalidanti di dipendenza, con sintomi di Tolleranza (assuefazione), ovvero la necessità di stare collegati e/o aggiornare i contenuti personali della propria pagina sempre di più ad ogni nuova connessione per raggiungere la medesima sensazione di appagamento; sintomi di Astinenza, cioè la sperimentazione di intensi disagi psico-fisici nel caso non ci si colleghi per un certo periodo tempo; ed infine sintomi di Craving, ovvero la presenza sempre maggiore di pensieri fissi e di forti impulsi verso come e quando connettersi.

Alcuni dati

Secondo dati forniti dall’Unione Europea, sono sempre più le imprese ed i nuclei familiari che, in tutta l’Unione, si collegano al World Wide Web. Nel nostro Paese le categorie di utenti sono molto variegate ma, da un sondaggio dell’Associazione italiana degli editori, è il 90% dei giovani ad usare il web ogni giorno, ed infatti uno su quattro partecipa a conversazioni in rete tutte le settimane.

Nella fascia d’età dai 14 ai 25 anni, tutti i ragazzi e le ragazze scelgono Internet per comunicare tra loro, sia attraverso l’instant-messaging che tramite i blog o i social network.

Tutto ha avuto inizio nel 1997 negli Stati Uniti e dal 2001 è divenuto di moda anche in Italia. La chat ed il blog sono due spazi dove ciascuno vi scrive, in tempo reale, le proprie idee e riflessioni e dove si può stare insieme agli altri nel proprio tempo libero. Accendendo il computer si può scoprire di volta in volta chi è in linea, chi ha lasciato il suo commento nella nostra pagina personale, chi ha aggiornato il proprio stato, chi ha aggiunto foto che ci riguardano o chi ha creato un collegamento con link e siti di proprio interesse. La rete di amici è solitamente molto estesa e può comunicare in gruppo o singolarmente con più persone. Si parla sia con le parole tradizionali che attraverso immagini, pittogrammi ed emoticons (immagini animate). Con programmi quali MSN Messenger o Skype si possono scambiare torrenti di parole scritte o pronunciate ed utilizzando le webcam ci si può vedere mentre si conversa. Queste comunicazioni possono svolgersi a livello globale al costo della connessione Internet, risultando perciò un metodo estremamente economico per restare in contatto con gli amici (ad esempio Skype conta attualmente 338 milioni di utenti a livello mondiale).

Pericoli sociali

I social network inoltre sono fonte di numerosi atteggiamenti e comportamenti che rasentano il mobbing e lo stalking. Il fenomeno del mobbing è già ben noto e sta ad indicare tutti quei comportamenti violenti perpetrati, a livello soprattutto psicologico, con lo scopo di produrre danneggiamenti plurioffensivi anche gravi con conseguenze sul patrimonio della vittima, la sua salute e la sua esistenza. Lo stalking è invece un termine più recente, che sta però aumentando d’importanza e gravità. Quando si parla di stalking si indica una serie di atteggiamenti tenuti per affliggere un altro individuo, perseguitandolo e nuocendo al normale svolgimento della sua quotidianità. Quest’ultima è, infatti, caratterizzata da ripetute persecuzioni verbali o scritte in particolar modo attraverso sms ed e-mail, telefonate, appostamenti ed intrusioni nella vita privata. Lo stalking può nascere come complicazione di una qualsiasi relazione interpersonale, infatti il 55% dei casi si manifesta nelle relazioni di coppia ed il 15% sul posto di lavoro, tra compagni di scuola o dell’università.

Problemi ricorrenti

Gli atteggiamenti di uso ed abuso di questi siti web ed il loro perpetrarsi, fino addirittura alla dipendenza, sono innescati e portati avanti da meccanismi psicologici e neurologici di piacere, soddisfazione, affettività ed autostima.
A livello celebrale vengono rilasciate maggiori quantità di sostanze psico-attivanti e a livello mentale si creano meccanismi e schemi ricompensatori che portano al riutilizzo continuo e sempre maggiore.

Quando per scelta l’individuo non è connesso o quando la connessione non è possibile, si presentano allora seri sintomi psicologici come ansia, pensieri fissi, depressione, attacchi di panico, paura (ad esempio di non avere più informazioni o collegamenti e di stare o rimanere da soli), problemi di sonno, insicurezza, suscettibilità, etc., così come tutte le conseguenze psicologiche negative tipiche delle dipendenze come ad esempio Craving, Tolleranza e Astinenza sopra descritti.

Ad essi si aggiungono problemi sociali, familiari, affettivi e lavorativi quali ritardi o assenze a scuola o a lavoro (con la sua possibile perdita), graduale isolamento, distorsione dei rapporti affettivi e sociali, disgregazione dal gruppo familiare ed amicale.

Anche a livello fisico possono subentrare molteplici problemi come ad esempio emicrania, stress oculare, iper sudorazione, tachicardia, tensioni, crampi e/o dolori muscolari (a causa delle numerose ore passate davanti al computer), forte stanchezza.

Infine la dipendenza da Social Networks può facilitare o associarsi ad altre tipologie di dipendenza connotate dall’utilizzo disfunzionale del web come la dipendenza da internet o la dipendenza da contenuti pornografici online.

Fonte
– Testi vari
– Cpsico.com