Stripping

È una delle tecniche più efficaci, allo scopo di aumentare l’intensità, e allo stesso tempo più dure e pericolose. La tecnica dello stripping (“strisciare via”) è conosciuta con varie definizioni: “triple drop sets” o “serie a tripla diminuzione”, “serie discendenti”, “serie regressive”.

 

Si diversifica per la particolarità di essere legata all’esecuzione di un solo esercizio.

Giunti ad esaurimento concentrico si prolunga infatti la serie non in seguito all’esecuzione consecutiva di un altro esercizio, ma grazie ad una riduzione del carico sull’attrezzo.
Le modalità d’esecuzione della tecnica dello stripping sono le seguenti:

  1. si seleziona un carico sull’attrezzo che permetta di eseguire dalle 4 alle 8 ripetizioni;
  2. si spinge sino a raggiungere l’esaurimento attivo;
  3. nel minore tempo possibile, grazie all’aiuto di uno o più partner, si riduce il carico di un 10-20% e si riprende a spingere;
  4. giunti nuovamente ad esaurimento si scarica di un ulteriore 10-15%;
  5. senza sosta alcuna si raggiunge nuovamente l’esaurimento attivo.

Affinchè la tecnica dello stripping venga correttamente applicata occorre:

  • ridurre al minimo (teoricamente non vi dovrebbe essere neanche un secondo di recupero) il tempo necessario per effettuare lo scarico del peso;
  • eseguire un lavoro continuo indipendentemente dalle “strippate”, comportandosi quindi come se si stesse eseguendo una unica serie ad esaurimento.

Generalmente si effettuano due scarichi dal peso iniziale, è tuttavia possibile continuare a togliere peso sino a non essere più in grado di sollevare neanche la sola asta del bilanciere.

Appare evidente come questa tecnica associ ad un’altissima efficacia, in qualità di stimolo specifico allenante, una pericolosità unica. È possibile infatti, anche per un atleta non avanzato, giungere ad esaurimento totale, una situazione non certo consigliabile a chiunque voglia ottenere dei risultati.

Il doppio scarico (da qui la definizione di “triple drop set”), appare il giusto compromesso nell’applicazione di una tecnica che può “bruciare” anche il culturista più esperto.

Lo stripping si adatta a tutti gli esercizi del body-building, e può quindi essere inserito nell’allenamento specifico di ogni gruppo muscolare. Si consiglia generalmente di utilizzare un carico medio-alto nella prima serie, in modo da mettere in azione un elevato numero di unità motorie; quando l’esaurimento di alcune di queste non permetterà più il completamento della ripetizione si attuerà il primo scarico del peso. Proseguendo la serie, che comporterà una successiva diminuzione del carico, si cercherà di esaurire il maggior numero di unità motorie.

Nonostante lo stripping sìa facilmente applicabile a tutti gli esercizi, occorrerà potere contare sulla disponibilità e sensibilità di uno o più partner, che dovranno “tirare via” i dischi dal bilanciere rapidamente e contemporaneamente (e possibilmente senza causare dei pericolosi sbilanciamenti dell’attrezzo). L’utilizzo dei macchinari dotati di selettori del peso permetterà di evitare l’inconveniente derivato dall’uso dei pesi liberi.

Lavorando con tre coppie di manubri, opportunamente posizionati, è possibile ovviare al problema legato all’ausilio dei partner, tuttavia bisognerà evitare di affannarsi nel posare ed afferrare gli attrezzi, per non correre il rischio di perdere la lucidità e la concentrazione necessarie.

L’intensità della tecnica dello stripping è tale da consigliare una opportuna riduzione del volume di lavoro. Vista la situazione di esaurimento dei fosfati e l’accumulo di metaboliti di scarto, è conveniente utilizzare tale tecnica nell’ambito della singola seduta d’allenamento in base alle seguenti indicazioni:

  1. introdurre le serie con lo stripping dopo il lavoro a basse ripetizioni ed alti carichi, mai il contrario;
  2. se l’unità d’allenamento prevede il lavoro di più gruppi muscolari, evitate di applicare la tecnica dello stripping negli esercizi complessi – soprattutto se questi comportano l’intervento di un muscolo che andrete ad allenare nel prosieguo della seduta. Utilizzate in questo caso un movimento semplice, che sia quindi realizzabile dal muscolo principale senza aiuti in sinergia.