Proteine estive

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I VANTAGGI DELLE PROTEINE – Indubbiamente in un regime dietetico le proteine hanno molti vantaggi.
1) Tanto per cominciare permettono di programmare molto facilmente diete ipocaloriche perché gli alimenti proteici abbassano la densità calorica (a patto che vengano scelti tra alimenti magri). Per esempio con petto di pollo a pranzo e a cena, più insalata a volontà condita con poco olio non si superano le 500 kcal.
2) Appagano il gusto, perché gli alimenti proteici sono buoni e impegnano la masticazione dando soddisfazione.
3) Aumentano l’aderenza a una dieta per aumento del senso di sazietà.

A CHE COSA SERVONO – La funzione delle proteine è quella plastica, cioè la riparazione e formazione dei tessuti, tra cui organi, cellule, pelle, muscoli, la formazione di ormoni, anticorpi ed enzimi. Sono quindi indispensabili e preziosissime. Non esiste come per altri nutrienti un organo di accumulo come il tessuto adiposo o il glicogeno, quindi il deposito sono le proteine stesse, col risultato che se non se ne introducono a sufficienza l’organismo si auto cannibalizza per produrle: mangia pezzi di muscolo per fare fronte alle esigenze.

PERCHE’ POSSONO ESSERE DANNOSE – Troppe proteine hanno un grosso svantaggio. Mantenere alti apporti proteici con la dieta non è possibile senza le fonti animali; le proteine animali, sono responsabili di aumentato rischio di aterosclerosi, tumori, osteoporosi, ipertensione, calcolosi urinaria, gotta[4-6], non tanto per il fatto di essere proteine, ma per essere contenute in alimenti ricchi anche di grassi e colesterolo, che devono essere sottoposti a cottura, che sono indice di dieta non troppo mediterranea ecc. L’apporto di carni magre abbassa in un certo senso il rischio, benché non lo abbatta del tutto.

DI QUANTE NE ABBIAMO BISOGNO – Ecco quindi che per condurre una dieta corretta dobbiamo cercare di stare nel mezzo di una via senza cadere nei fossi laterali, entrambi pericolosi, che sono da un lato la carenza, dall’altro l’eccesso. Il livello di sicurezza per la soddisfazione del fabbisogno proteico della stragrande maggioranza degli individui sani adulti (anziani compresi) è stato valutato dal comitato di esperti che ha redatto i LARN[1] in 0.75 grammi per ogni chilo di peso corporeo «desiderabile». Tenuto conto della dieta tipica degli italiani e della abbondante presenza di proteine vegetali, che abbassano un po’ la «nobiltà» di quelle animali, il fabbisogno è stato elevato a 1 grammo. Recentemente un documento di consenso europeo[2] ha stabilito un livello di sicurezza di 0.83 grammi.