Musica: doping o performance?

La musica viene considerata da molti come un mezzo importante per allenarsi ed incrementare la propria performance sportiva; ciò è vero a patto che si faccia un distinguo tra i vari sport ed atleti.

Nella corsa

Nella corsa a piedi, per esempio, alcuni soggetti (soprattutto principianti, ma non solo) sostengono che la musica rappresenti una fonte inesauribile di energia, attraverso la quale è possibile proseguire il proprio percorso senza troppi affanni e con la giusta carica emotiva. Altre persone, invece, pensano che la musica determini una riduzione della concentrazione e, di conseguenza, della performance.

In ogni caso, i primi consigli da prendere in considerazione (ed eventualmente seguire) sono quelli che derivano da chi ha praticato quel determinato sport da molti anni e possiede quindi una certa esperienza. In questo senso, molti corridori di razza disdegnano la musica, perché credono che sia un mezzo in grado di ridurre la concentrazione sui vari movimenti del proprio corpo.

Ciò che rende veramente forte un atleta non è tanto il fatto di utilizzare o meno un determinato elemento accessorio, quanto quello di seguire allenamenti di assoluta qualità. Se l’atleta ama ascoltare musica ed è in grado di seguire attentamente il proprio allenatore e portare a termine il proprio programma di allenamento, allora significa che può associare tranquillamente l’allenamento alla musica.

In palestra

Durante una seduta in palestra, invece, ascoltare musica può, quasi sempre, essere molto utile, soprattutto se l’allenamento prevede pause molto brevi tra una serie e l’altra o tra un esercizio e l’altro. Solitamente ascoltare musica aiuta molto ad estraniarsi e concentrarsi molto sul proprio workout.

In ospedale e non solo…

Pensiamo che anche nelle sale operatorie la musica è una costante, e solitamente il dj è l’anestesista. L’idea è che la musica in sala operatoria diminuisca le ansie, aiuti la concentrazione e il ritmo dei movimenti, ma quando ci sono complicazioni di solito si sceglie di spegnerla.  Ma anche prima della nascita del walkman, del cd portatile e dell’iPod, la musica veniva considerata uno strumento per migliorare le prestazioni, non solo degli atleti ma anche dei chirurghi e perfino delle mucche, che la leggenda vuole siano in grado di fare più latte se si diffondono brani di classica nelle loro stalle.

Come riporta Mario Calabresi della la Repubblica: ” Anche Ricordi è convinto che il suono nelle orecchie garantisca migliori prestazioni: “Aiuta a tenere il ritmo, ma non solo, molti studi dimostrano che la musica ha effetti terapeutici, e recenti ricerche ci raccontano come aiuti lo sviluppo del cervello dei feti quando la madre ascolta musica sinfonica. Può avere effetti portentosi, ma non è doping, questo no: è invece qualcosa che migliora la nostra vita”. Addirittura è stato scoperto un “Effetto Mozart”: secondo uno studio del dipartimento di fisica dell’Università californiana di Irvine, l’ascolto della sonata K.448 migliora significativamente la capacità di ragionare e aumenta il metabolismo cerebrale in alcune zone del cervello importanti per le funzioni cognitive”

Doping musicale, un fenomeno

La musica come il doping, qualcosa da vietare perché altera le prestazioni e aumenta il rendimento. I Rolling Stones come gli steroidi anabolizzanti. Mentre perde la partita contro le droghe vere, vede cancellare medaglie olimpiche e incorona re dei fuoricampo nel baseball un uomo gonfio di sostanze proibite, lo sport americano sembra voler parlar d’altro. Ancora ad oggi molte organizzazioni federali sportive sanciscono l’obbligo di non indossare strumenti di riproduzione audio durante le competizioni

Ma migliora o peggiora il rendimento dello sport ?

Si faccia bene attenzione: agisce, non migliora. Infatti il più delle volte l’azione sull’umore è negativa.
La musica può rendere più aggressivi, può eccitare o deprimere, può caricare o rilassare, può svegliare o fare addormentare.

Stavo leggendo un articolo cinese di  Sports Oriental Daily su Michael Phelps e si è particolarmente soffermato sulla sua abitudine di ascoltare la sua lista ‘su misura’ la riproduzione di musica davanti ai suoi concorsi. Egli sostiene personalmente che la sua musica ha un ruolo importante nelle sue vittorie, la sua play list è così prezioso che Phelps non ha rivelato al pubblico che canzoni sono sulla sua lista di riproduzione speciale ancora.

Ora, alcuni specialisti sul web hanno sollevato l’argomento controverso e iconoclasta che la musica è davvero come qualsiasi altro stimolante proibito, e, pertanto, dovrebbero essere banditi da tutti i giochi ufficiali sportivi come le Olimpiadi. Essi sostengono che, poiché l’ascolto di musica in grado di creare lo stesso effetto di stimolanti, che sono per eccitare gli atleti e per aiutarli a svolgere meglio durante il gioco, la musica deve essere trattato come stimolanti.

“La musica può avere influenza sul tasso di respirazione (per esempio attraverso gli effetti emotivi, un aumentato arousal) che alterano i livelli di ossigeno nel sangue, o gli effetti rilassanti (in modo che i muscoli consumano meno ossigeno, che aumenta anche di ossigeno livelli) e che la musica provoca una migliore saturazione dell’emoglobina con l’ossigeno “

Attraverso la definizione di ‘doping’, tutto può essere classificato come stimolanti se incrementano la capacità del sangue umano di trasportare l’ossigeno. Pertanto, la musica dovrebbe essere classificato come uno stimolante e, di conseguenza, dovrebbero essere banditi dallo sport. Ma perché non hanno le associazioni sportive hanno deciso di farlo ancora?

Io senza musica non riesco vivere, e voi ?

Fonti:
-La Repubblica
– Living without music
– Sport Oriental Daily