Combattere stipsi con integratori

In caso di stipsi, si può completare la propria dieta contro la stitichezza con gli integratori alimentari, fonti concentrate di nutrienti o di altre sostanze, a base di fibre vegetali. Questi prodotti sono acquistabili in erboristeria o in farmacia senza ricetta: sempre meglio però, prima di assumerli, sentire il parere del medico. Ecco quelli consigliati dal nutrizionista Lorenzo Donini (puoi chiedergli un consulto), professore associato di scienza dell’alimentazione all’Università Sapienza di Roma.

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La gomma di Guar. La fibra Phgg (Partially Hydrolyzed Guar Gum), ottenuta dalla pianta indiana di guar, è in grado di regolarizzare le attività intestinali senza provocare flatulenze e meteorismo. È commercializzata in polvere, da sciogliere in acqua o nelle minestre. Perché faccia effetto bisogna assumerne una bustina al giorno per un paio di settimane. Adatta anche alle donne in gravidanza, può essere utilizzata dai diabetici solo dopo aver sentito il parere di un medico.

La Senna: pianta originaria dell’Africa e dell’India, contiene i sennosidi, principi attivi in grado di stimolare la motilità intestinale dopo essere stati metabolizzati dalla flora batterica. Venduta per lo più in compresse, la senna stimola lo svuotamento dell’intestino già dopo 12 ore circa dall’assunzione: per risolvere la stipsi occasionale sono sufficienti due compresse da ingerire insieme a un bicchiere d’acqua prima di andare a letto. Abusare di questo integratore può provocare disturbi addominali come crampi o meteorismo. La senna è sconsigliata in gravidanza, durante l’allattamento e ai pazienti cardiopatici.

I semi di psillio. Gli integratori a base di semi di psillio combattono la stitichezza occasionale perché in grado di trattenere acqua nell’intestino, di formare una massa gelatinosa e di aumentare così il volume delle feci. Venduti in polvere o in bustina, questi integratori vanno assunti dopo i pasti, almeno due o tre volte al giorno per un paio di giorni: possono bastare una bustina oppure due cucchiaini da caffè. Da non assumere insieme a farmaci e in caso di dolori addominali che potrebbero peggiorare.

Ricordiamo che sono solo consigli dati da esperti ma per qualsiasi necessità è bene sempre recarsi dal proprio medico per un’anamnesi completa.

Isabella Fantigrossi – OK Salute e benessere